Strategie per la paura di parlare in pubblico

STRATEGIE PER LE PAURE DI PARLARE IN PUBBLICO

PATOLOGIE DA BLOCCO PERFORMANCE

Con questa espressione ci riferiamo a tutti i comportamenti bloccati dall’ansia o dalla paura di fallire del soggetto. Questi disturbi includono:

  • l’ansia di parlare in pubblico,
  • il vuoto in occasione di esami o colloqui,
  • i fallimenti in ambito sportivo o le “defaillance sessuali”

Sono i blocchi di  performance in cui l’individuo si sente messo alla prova.

Nell’esperienza terapeutica il blocco della performance è molto simile a quella dei disturbi fobico-ossessivi.

Infatti la principale tentata soluzione che mantiene il problema consiste nel cercare di conservare il controllo, che al contrario provoca una perdita di controllo. Si tratta della stessa tentata soluzione tipica degli attacchi di panico.

La strategia terapeutica

La terapia consiste nell’allenare il paziente a perdere volontariamente il controllo in modo che, paradossalmente, sia in grado di mantenerlo.

In altre parole, capovolgiamo il sistema percettivo-reattivo del paziente portandolo all’autoannullamento. Nella pratica, ricorriamo alle prescrizioni progressive della mezz’ora della “peggiore fantasia”, per prevedere e gestire la situazione temuta. Di solito questa strategia permette ai pazienti di superare il problema e di sbloccare le proprie risorse personali.

Nel mio studio ho seguito un paziente che negli ultimi mesi aveva organizzato il proprio lavoro in modo da non dover parlare in pubblico, evitando che gli altri notassero il suo disagio. Dopo aver raccolto tutte le informazioni necessarie, è stato dato al paziente delle prescrizioni.

I pazienti vengono invitati a seguire dei compiti ogni giorno fino alla presentazione temuta. Durante le successive sedute, il paziente riferì di aver seguito le istruzioni . Disse di aver evocato tutte le sue paure; ogni giorno era riuscito a pensare a una serie di cose che sarebbero potute andare male durante la presentazione, ma stranamente ogni giorno si sentiva meno ansioso e più sicuro di farcela. Il giorno della convention, un’ora prima dell’intervento aveva ripassato mentalmente il discorso cercando di mettersi paura, ma si era sentito così tranquillo che, al momento di parlare, non aveva avuto bisogno di dire che non stava bene. La presentazione si era svolta senza problemi.

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