Scrittura terapeutica

Lenire il trauma con la scrittura 

Dopo un evento traumatico, l’angoscia e le ruminazioni avvelenano spesso l’esistenza.

Mettere per iscritto ciò che si sente e si immagina porta benefici insospettati. Dalla metà degli anni 80 l’uso terapeutico della scrittura trova un’autentica validazione scientifica grazie agli studi pioneristici dello psicologo statunitense Pennen Baker.

Uno dei studi, su 80 persone traumatizzate prevedeva la scrittura di tutti i pensieri legati all’evento per 20 minuti, per 4 giorni consecutivi. Il confronto con il gruppo di controllo ha rivelato una diminuzione significativa di stress e ansia, con minore assenteismo dal lavoro.

La scrittura espressiva nome della tecnica è dunque non strumento per migliorare la salute psichica. Non migliora solo la mente, bensì tutto il corpo, includono per esempio miglioramenti della pressione arteriosa e nel funzionamento del sistema immunitario.

 Come agisce la scrittura?

Gli avvenimenti che fatichiamo a sopportare ci spingono spesso a occultare i pensieri, le emozioni e i comportamenti associati, provocando uno stress permanente, fonte a sua volta di malessere psicologico. Mettere gli eventi nero su bianco, aiutano ad eliminare questa inibizione e a ridurne gli effetti negativi.

Non basta scaricare le emozioni negative, occorre anche raggiungere una certa strutturazione narrativa.

Un allenamento psichico, l’operatore guida lo scrittore  per farlo uscire dalla ripetizione in cui è prigioniero. Una seduta rigorosamente organizzata con un tempo di scrittura e di discussione. Immaginando dialoghi, spesso con esercizi che muovono fortemente l’immaginario, per aggirare le proprie difese psichiche, mettendo in moto la creatività, per l’avvio di un miglioramento della salute mentale e di un allontanamento del dolore.

Esercizi come scrivere tutti i ricordi a cui si riesce a pensare in una mezz’ora, e lavorare poi su quelli slegati dal trauma forniscono alla mente materiale prezioso per  seguire il percorso del pensiero che si ricostruisce, diventando capace di simbolizzare,  tenendo a distanza i problemi. Negli scritti osserviamo anche l’evoluzione di emozioni positive e negative o delle relazioni con gli altri.

 I ricercatori hanno riunito una sessantina di studenti che dopo un trauma, spesso la morte di un parente, soffrivano di certi sintomi, con la tendenza a rivivere gli eventi dolorosi, evitando tutto ciò che li  riattiva. I partecipanti dovevano scrivere dell’evento difficile, in quattro sedute di 15 minuti suddivisi in due settimane. I ricercatori hanno misurato l’evoluzione dei loro sintomi partendo da uno stress post traumatico. 

Sei settimane più tardi,  un miglioramento psicologico si poteva osservare nelle vittime di traumi;  oltre ad aiutare il paziente a uscire dalla ruminazione, riemergeva la riscoperta del piacere nel concentrarsi sull’azione di scrivere e sul modo in cui  ogni parte del suo corpo era implicato. Facilitando il flusso dei pensieri che si depositavano sul foglio senza autocensura per ritrovarsi liberato. A poco poco lo stress e le ruminazioni si attenuavano, riscoprendo una  diversità di attività e di pensieri.

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