LOMBOSCIATALGIA: Cosa fare?

LOMBOSCIATALGIA

Il dolore lombare è un gemito, a volte è un grido.

Una parte di noi che non riesce più a sostenere a sopportare qualcosa: un lavoro troppo pesante, una situazione problematica di tipo esistenziale, familiare, lavorativo a cui non ci si sottrae, di solito per un rigido senso del dovere o per un’incapacità di dire di “no”.

La tendenza a sottoporsi a sforzi eccessivi si associa spesso alla scarsa conoscenza dei propri limiti e a un abuso delle proprie risorse.

Vi è una percezione alterata delle forze, un atteggiamento portato al sacrificio basato anche sul senso del dovere eccessivo.

Il bel noto colpo della strega nasce da due possibili situazioni: un movimento maldestro in un momento in cui ci si dovrebbe fermare, nel secondo caso uno sforzo eccessivo, il sollevamento di peso, un insopportabile carico di responsabilità di cui non ci liberiamo per eccesso di zelo o di dovere.

La discopatia segue proprio un periodo di rigida e talora testarda sopportazione di eventi affrontati senza elasticità.

Il disco schiacciato (degenerazione discale) o che esce dalla sua sede (ernia) esprime la difficoltà a usare la flessibilità e l’adattamento. In generale, questo atteggiamento va a scapito del piacere. La libido si blocca nelle radici nervose deputati alla sessualità che escono in parte  proprio dalle ultime vertebre lombari.

Altre volte alla base del colpo della strega è presente una visione moralistica dell’eros. Le fantasie le pulsioni, per cui si cerca di difendersi con la contrattura dei muscoli lombari. Può essere anche un tentativo di controllare o gestire l’attrazione sessuale, per bloccare sul nascere una fantasia di tradimento.

Cosa fare?

Va cambiato l’atteggiamento: meno rigidità uguale meno sofferenza

1. Iniziare a rallentare.

2. È importante ricordare che il dolore non va eliminato con i farmaci, prima di sapere di che cosa si tratta,

L’ intervento principale sta nel modificare qualcosa nelle proprie abitudini la lombosciatalgia chiede di fermarsi quantomeno di rallentare: nei ritmi oppure nei modi, in uno o più ambiti deve vivere.

Assecondiamo tale suggerimento, individuando che cosa ci sta sovraccaricando negli ultimi tempi a che cosa vorremmo intimamente sottrarci.

3. Cerca il piacere. 

Vanno ritrovate delle parole chiavi: il rispetto e la complicità con se stessi, che nascono dalla conoscenza reale dei propri limiti e risorse.

Tuttavia, è necessario familiarizzare:

anche con le azioni semplicemente piacevoli, dimenticate, sganciate dall’utilità dalla produttività sociale e familiare.

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