Terapia di Coppia: le emozioni nascoste nell’incontro con l’altro

TERAPIA DI COPPIA

LE EMOZIONI NASCOSTE NELL’INCONTRO CON L’ALTRO

Marco e Sara chiedono una terapia di coppia per quello che definiscono un problema di incompatibilità caratteriale.

Qual è il loro problema? Opposti che non si attraggono.

“Opposti che non si attraggono”. Confessa Marco nel corso del primo colloquio. Sara lamenta “l’eccessiva passività del coniuge, che è assente anche quando è presente”. Le lamentele di Marco sono complementari a quelli della consorte, definita invadente e irrispettosa degli spazi altrui.

Dunque, due mondi paralleli destinati a non incontrarsi mai?

Eppure, in passato questi mondi si sono incontrati, come raccontato con dovizia di particolari da entrambi. Ammette Sara “Mi aveva affascinato la sua capacità di estraniarsi da tutto di esserci senza esserci.”.

Marco e Sara ci appaiono oggi con i due prigionieri di quello stesso incantesimo, che li aveva fatti innamorare.

Quell’affascinante capacità di estraniarsi che aveva colpito Sara anni addietro, oggi diviene ai suoi occhi un “intollerabile evanescenza”, così come la determinazione della compagna che aveva rapito Marco nel momento del loro incontro, adesso gli appare un minaccioso carrarmato.

Non è infrequente che le coppie vanno in crisi. Si frantumino proprio su quello stesso punto di congiunzione che un tempo le aveva unite. In effetti questo apparente paradosso non deve sorprenderci. Come le giunture anatomiche nella loro flessibilità ci consento un rapporto con il mondo ma sono proprio i distretti più fragili e soggetti a fratture.

L’incontro di coppia è anche l’incontro di due dimensioni parallele e non sempre conciliabili punto.

  • Da una parte, il programma ufficiale di ciascuno, ossia l’insieme di richieste, desideri intenti che partner si dichiarano l’un l’altro.
  • Dall’altra parte, occultata alla vista di noi stessi e del nostro compagno, giace “la mappa del mondo”, ossia quell’inestricabile coacervo di tacite aspettative che uno di noi ha costruito nel corso della storia personale.(Mony Elkaim 1992).

L’incontro tra il partner è la costruzione di un mondo nuovo, che però non può prescindere dalle dimensioni di significato salienti chi ciascuno ha maturato nel corso del proprio cammino personale.

Quando incontro Giulia, in crisi col marito pare avvolta in una cappa di infelicità. Si definisce una ragazza di parrocchia, molto devota la famiglia altruista e profondamente cattolica. Giulia ha incontrato all’esterno della parrocchia Davide, un bevitore, fedifrago e amante del gioco d’azzardo. Si rivelerà un potentissimo incontro fra opposti.

Per comprendere l’apparentemente inspiegabile giuntura di questa coppia occorre addentrarsi nelle pieghe emotive più profonde di Giulia, nella sua “mappa del mondo”.

Pur nella sofferenza che le sue condotte quotidiane le arrecano, Davide rappresenta per lei anche un profondo atto di ribellione e di affermazione di sé. Giulia racconterà con soddisfazione tutti gli episodi in cui la sfrontata irriverenza di Davide ha messo in imbarazzo il padre di lei, obbligandolo a frettolosi ritirati.

L’unione di Giulia con Davide rappresenta una sfida a una famiglia che ne ha sempre preteso la docile sottomissione. In questo caso, se il programma ufficiale di Giulia è all’insegna dell’ altruismo e del sacrificio, nella sua “mappa del mondo “si annida il desiderio di ribellione che soltanto Davide è stato in grado di cogliere e soddisfare.

L’incontro di coppia nasce spesso su dimensioni di significato profonde. Alcune volte il partner rappresenta un quesito la cui risposta è il motore di cambiamento. Altre volte, l’altro rappresenta una possibile risposta al dilemma personale familiare.

Se guardiamo a Davide e Giulia come un’entità isolata, la loro scelta ci appare inspiegabile, almeno per Giulia, per gli affanni di sofferenza. Solo espandendo il nostro sguardo possiamo arrivare a cogliere quell’intricata geometria familiare che ne giustifica l’esistenza.

È solo guardando all’ambivalente relazione di Giulia con la sua famiglia, possiamo cominciare a spiegarci quale filo invisibile leghi assieme due essere persone così diverse.

  • Nessuna coppia, esiste nel vuoto.
  • L’incontro avviene entro lo spazio complesso, costellato di altre figure significative, la cui presenza, nel campo delle relazioni, orienta e dà significato alle nostre scelte.
  • Tale incontro si sviluppa entro tempo fatto di svolte e momenti critici che possono mutare in modo radicale le condizioni e le premesse dell’incontro stesso.
  • La capacità dei partner di mantenere viva la matrice di significati che ha reso quell’incontro unico, tramite rinegoziazioni e rilanci, è da considerarsi probabilmente la principale funzione evolutiva della coppia stessa.

 

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *