Ansia e Covid : come affrontare lo stress da pandemia

L’ ANSIA come affrontarla

Non serve a nulla lamentarsi o combatterla: l’ansia tornerà sempre più forte. 

Occorre invece dargli spazio, perché è un farmaco: il suo scopo è farci crescere e diventare noi stessi

L’ansia ci paralizza perché vuole liberarci dalle nostre credenze o meglio è la nostra anima che la produce.  Da diverso tempo ci chiama e ci tormenta per essere ascoltata e invece  passiamo il tempo a lamentarci e a soffrire. 

Infatti pensiamo che tutto dipenda da noi :“soffriamo perché siamo estremamente responsabile di ogni cosa..  soffro per la pandemia…perché non so prendere decisioni, soffro perché i miei genitori mi hanno dato tutto… io me ne frego, soffro perché butto via i migliori anni e così via….”

 Un ego sovrabbondante e pervasivo è il protagonista solitario di questo monologo, come sul palcoscenico stiamo recitando il copione del dolore. Occupando tutto lo spazio, non si vede nient’altro che il proprio IO.

 Se pensi che la guarigione possa arrivare senza  ridurre il peso sovrabbondante del Io nella propria vita, siamo  fuori strada. 

Non decidiamo noi quando  l’ansia prende il sopravvento, o quando mandarla via, non decidiamo nulla. 

Se un disagio arriva c’è un senso che è simboleggiato perfettamente dal dolore percepito per esempio al petto o alla gola, che si aggiunge ad altri disturbi preesistenti. 

L’oppressione che sembra bloccarti il respiro è l’ennesimo tentativo della tua anima di farti orientare lo sguardo dall’esterno  al mondo interiore, dal modo in cui pensiamo di doverci comportare a quello che dovremmo fare davvero. 

 Quando l’anima è stanca, alza la sua intensità. Se non basta l’agitazione dell’ansia a scuoterci, si passa direttamente al corpo. Ecco emergere le sensazione di oppressione, effettivamente c’è qualcuno che ci opprime e siamo proprio noi o meglio il nostro Io

  • Occorre smettere di lamentarsi,  concentrandosi sul dolore quando arriva e mettersi in attesa. 
  • Lasciamo fare l’ansia: all’apparenza è un demone, ma a uno sguardo più profondo è un angelo che vuole ancora salvarci. 

Esercizio: quando sentiamo che l’ansia diventa un gran peso sul petto, come se qualcuno ci schiacciasse, 

  • sdraiamoci su un letto, 
  • chiudiamo gli occhi, e immaginiamo due grandi mani che schiacciano.
  •  Non resistere, non opporti, quel peso sta sgretolando le difese.
  •  Immagina che da dentro di noi, come compressa da secoli di prigionia, possa uscire  un aria pura, benefica rigenerante. 
  • Immaginiamoci nell’atto di respirarla profondamente, poi nutrendoci come se fosse latte materno.
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