Terapia di coppia: le paure e le fobie che rovinano la relazione di coppia

La terapia  di coppia

Come affrontare le fobie che dominano la vita e rovinano le relazioni di coppia

Nessuno più dei fobici ha la consapevolezza dei possibili pericoli a cui si è esposti, nessuno più di loro avverte  la fragilità della condizione umana.

  • Si muovono acrobaticamente fra la ricerca di protezione e l’anelito all’autonomia.
  • In conflitto tra un mondo avvertito come pericoloso e il desiderio di essere liberi di esplorarlo da soli, svincolandosi da relazioni protettive.

Caratteristiche dei pazienti forbici che li differenzia da persone inibite poco esplorative, che mantengono assetti di vita fondati sulla dipendenza da altri.

  • Molti dei pazienti soprattutto claustrofobici sono persone indipendenti, insofferenti dei vincoli, amanti dei viaggi, appassionati di sport rischiosi.

La loro vita sentimentale, per essere compresa, deve essere contestualizzata nel conflitto tra attaccamento ed esplorazioni che li caratterizza.

 Sebbene capaci di mantenere relazioni a lungo termine, le persone con organizzazione fobica si sentono minacciate dallo stringere un legame.

Molti ritardano la costruzione di legami stabili mantenendo a lungo storie superficiali, o relazioni a distanza.

La costruzione del legame amoroso avviene attraverso la danza di avvicinamento e  allontanamento.

  • Quando il legame si stringe si allontanano, fisicamente o psicologicamente, per riavvicinarsi quando il clima si raffredda.
  • Spesso i tradimenti fungono da regolatori delle distanze.
  • Disporre di una figura di riferimento affettivo è essenziale, non sono infatti mai davvero sole, come accade invece alle personalità narcisistiche, ma è altrettanto indispensabile sentirsi liberi da vincoli.

La regolazione delle distanze diventa quindi cruciale e a volte è all’origine di arrangiamenti sentimentali e familiari a volte creativi e rigenerative di risorse, altre volte complessi e fonte di sofferenza.

Legami protettivi, ma anche il coraggio, la curiosità, il desiderio di esplorazione giocano un ruolo centrale.

  • Troveranno persone disposte a proteggerli o si imbatteranno in persone bisognose di sostegno.
  • Si sposeranno con persone fragili, dipendenti, ma anche con individui liberi, talvolta insofferenti dei vincoli.
  • Soffriranno per la loro dipendenza, cercheranno in ogni modo di conquistare l’autonomia.
  • L’ammirazione, il disprezzo, i conflitti, le alleanze, l’amore e l’odio si giocheranno su temi di libertà e indipendenza.

Questo modo di organizzare i significati che è stata chiamata semantica della libertà ( Ugazio 1998/2012). Crea un ordine morale in cui la libertà, indipendenza, esplorazione sono valori, mentre i legami di attaccamento sono valutati in termini parzialmente negativi, in quanto associati alla dipendenza.

I soggetti fobici sono prigionieri dell’idea di libertà come assoluta e solitaria indipendenza dalle relazioni.

Questa idea è alimentata da un mito pernicioso della nostra cultura, che contrasta con la natura sociale della nostra specie. Ed è tanto più nefasta per chi, come il soggetto fobico, proviene da una storia che lo ha reso consapevole della sua vulnerabilità e dei pericoli di cui il mondo è intriso.

Il progetto emancipativo,  con l’aiuto del terapeuta, va costruito dentro il ricco patrimonio di relazioni vitali di cui dispone, e non fuori, nella landa desolata dell’autosufficienza, come spesso desidera.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *