famiglia

Nella relazioni genitori e figli, traumi non risolti si trasmettono da una generazione all’altra

RELAZIONE GENITORI E FIGLI

Perché abbiamo con i nostri figli gli stessi comportamenti che da bambini ci hanno fatto soffrire?

Come liberarci da vincoli del passato che continuano a condizionarci nel presente?

Spesso i traumi irrisolti si trasmettono inconsciamente da una generazione all’altra. Anche se rimangono nascosti dietro un apparente adattamento alla vita quotidiana, a volte riemergono in maniera drammatica.

Un trauma irrisolto può generare nella persona che lo ha subito uno stato di inquietudine e di ansia che si trasmette al figlio, il quale assorbe le tensioni emotive sottese senza essere consapevole della causa che le ha generate.

Un modo per uscire da un trama è proprio quello di non consentire che resti un segreto, e come tale continui a riemergere di tanto in tanto con tutta la sua carica di angoscia e sofferenza. Si tratta di appropriarsi di un esperienza, di assorbirla e per quanto è possibile “digerirla” anche con l’aiuto  di una psicoterapia.

Basandosi sugli studi più recenti nel campo della neurobiologia interpersonale;

  • le prime interazioni del bambino con le figure di riferimento hanno un impatto diretto sulla struttura e sul funzionamento del cervello.
  • Un attaccamento sicuro nei confronti di un adulto in grado di rispondere alle richieste primarie del bambino è di fondamentale importanza per il suo sviluppo cognitivo ed emotivo.
  • Si tratta, per i genitori, di non ripetere modelli di interazione inadeguati, non compatibili con le relazioni di cura e amore immaginate per i propri figli.

Quindi le più recenti scoperte scientifiche, evidenziano quanto l’esperienze infantili influenzano il modo di essere genitori e rilevando che il miglior “predittore” della sicurezza dell’attaccamento di un bambino al suo caregiver è il modo in cui l’adulto ha dato un significato alle proprie esperienze infantili.

In quest’ultimo decennio, più di diecimila persone e i loro figli appartenenti a un’ampia gamma di culture e ambienti economici  e sociali sono stati studiati, e i risultati di tutte queste ricerche hanno dimostrato ulteriormente l’efficacia di questo stile genitoriale: dare un senso alla nostra vita è il miglior dono che possiamo  fare ai nostri figli e a noi stessi.

  • L’attaccamento sicuro non è altro che un tassello di un grande puzzle evolutivo che comprende molti fattori che influenzano il modo in cui i nostri bambini crescono negli anni dell’adolescenza e dell’età adulta.
  •  l’attaccamento è un fattore che noi in quanto genitori, possiamo influenzare direttamente grazie a questa idea: non è ciò che ci è accaduto da piccoli il fattore cruciale, è il significato che abbiamo attribuito a come queste esperienze hanno influenzato la nostra vita.
  • Quando diventiamo genitori, portiamo con noi elementi del passato che influenzano il nostro modo di entrare in relazione con i nostri figli.
  • Esperienze non completamente elaborate possono dare origine a questioni non risolte o lasciate in sospeso che si riflettono nel rapporto con i nostri figli. Spesso assumono la forma di forti risposte emotive, comportamenti impulsivi, distorsioni percettive o sensazioni fisiche.

Le questioni non risolte sono simile a quelle lasciate in sospeso, ma sono più gravi ed esercitano un’influenza più profondamente disorganizzante sia sulla vita interiore sia sulle relazioni interpersonali. All’origine di situazioni non risolte sono spesso esperienze molto intense, che comportano sentimenti di impotenza, disperazione, perdita, terrore e a volte la sensazione di essere stati traditi.

A questo proposito possiamo riprendere l’esempio della separazione, ma in circostanze più estreme. Se per un lungo periodo di tempo un bambini viene affidato in maniera disordinata alle cure di diverse persone perché la madre è ricoverata in ospedale, è probabile che il bambino sviluppi un forte senso di perdita e disperazione. Condizioni che prevedono una separazione potranno anche in seguito continuare a generare ansia  e in età adulta potranno ridurre le capacità del genitore di gestire la separazione dai propri figli. A causa della brusca interruzione di suoi processi di attaccamento e della mancanza di supporto, è possibile che un genitore con una storia di questo tipo incontri delle difficoltà nel relazionarsi con i propri figli.

Consapevoli di questa importante scoperta scientifica, è stato creato un approccio che i genitori e i caregiver possono utilizzare per ottimizzare non solo le relazioni con i bambini di cui si prendono cura ma anche le relazioni con altri adulti .

Un approccio  al ruolo di genitore, seguito dalla dott.ssa Gussoni Nicoletta, che ha come principi fondamentali:

  • la comprensione interna e la relazione interpersonale

Elementi essenziali della relazione genitore-figlio sono:

  • Consapevolezza
  • Continua disponibilità ad apprendere
  • Flessibilità di risposta
  • Capacità di percepire le menti
  • Gioia di vivere
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