Psicosomatica

Per la psicologia psicosomatica, ogni malattia, sia che abbia caratteristiche organiche (come mal di testa, colite, difficoltà digestive ecc.) o psichiche, rappresenta il tentativo di liberarci da un modo di essere superato.
Il paziente psicosomatico  presenta una carenza, costituzionale o acquisita, di introspezione  psichica dell’emozione con  un’accentuazione del pensiero razionale e  operativo.

Si tratta di una difficoltà a vivere in modo lineare le emozioni: non riesce a sentirle, oppure ne ha paura, non sa come gestirle o come esprimerle. Poiché le emozioni sono energia, se non possono esprimersi, il sistema nervoso le converte in qualcos’altro, in un sintomo appunto, che permette loro di manifestarsi attraverso l’organismo.  Cambiare questo modo di vivere  è possibile, con l’aiuto di un esperto.

Perché ci si ammala?
Perché ci si sente a disagio?

Si può imparare a stare bene pur non conoscendo tutti i perché della malattia. Si può imparare a comprendere il significato del sintomo, avviarsi verso la guarigione e riaquisire il potere su di sé.

I disturbi esprimono il dolore dell’anima che non trova spazio e finisce per annidarsi nel corpo

        • Stipsi: chiuso nel proprio mondo.Esprime la tendenza alla chiusura al mondo tipica del periodo depressivo. La persona non ha voglia né energie per dare, per mostrarsi, per entrare in relazione e, forse perché tutt’intorno le si chiede di farlo o non può permettersi di sottrarsi, sfoga così la propria indisponibilità.
        • Colon irritabile: trattieni troppo. La persona che soffre di sbalzi di umore può trovarsi a doverli trattenere ad ogni costo, ad esempio per non perdere il lavoro. Essi allora fuoriescono con l’alternanza di stipsi e dissenteria. Non di rado il colon irritabile equivalente di un disturbo bipolare non grave ma non riconosciuto.
        • Patologie autoimmuni: aggredire se stesso. Quando la rabbia e la contrarietà sono intensi e viscerali, ma non si può o non si riesce ad esprimerli, trovano la via dell’auto-aggressione immunitaria. Ad esempio come il lupus (crisi da senso di profonda giustizia ) .
        • Gastrite cronica: Un costante rimuginare. La psiche di questo soggetto, per scarsa introspezione o per spiccato senso di colpa, non costituisce una valida via per la sindrome ansioso depressiva prolungata. Lo stomaco dolorante da voce a una tendenza a rimuginare in chiave ansiosa che blocca il fluire della vita.
        • Cefalea: calo di umore che non riconosci. Ci sono tanti tipi di mal di testa, ma ci sono cefalea tipicamente associate a cali dell’umore. A volte è proprio la cefalea a permette che si manifesti. È come se la crisi depressiva non riuscisse a trovare la via e si ingolfasse nella mente, fino a quando la cefalea trova la “soluzione”.
        • Fibromialgia: una mentalità troppo rigida. È una patologia femminile in generale arriva dopo i 30-35 anni. Si fa carico di esprimere una depressione cronica che viene soppressa da un enorme senso del dovere e da una altrettanta grande rigidità nel prendersi cura di sé. I dolori muscolari diffusi la fanno lentamente venire in superficie.
        • Disturbo ossessivo compulsivo: una vita piatta. La persona ha abolito dal suo quotidiano le cose più sacre. È diventata funzionale, meccanica e i riti dell’ordine e della pulizia tentano di dare voce a questa perdita e di segnalare “che questa non è vita”.
        • Disturbo post traumatico da stress: allerta continua.Pur entrando nella categoria dei disturbi ansia, Il suo nucleo è depressivo. Il soggetto, in seguito a trama, ha perso qualcosa di fondamentale dentro o fuori di sé  e vive in uno stato di allerta. Se lo shock non viene elaborato, il disturbo esprime l’urgenza di farlo.
        • Attacchi di panico: senti la vita non autenticaAppartengono alle manifestazioni dell’ansia. Tuttavia non pochi tra essi danno voce a depressioni dovute al fatto che si sta vivendo una vita non autentica, lontana dalla propria vera natura. Il panico è la parte della depressione che rompe per farci recuperare la vita perduta.
        • Ipocondria: la vita emotiva poco matura. È la forma con cui si manifesta la depressione di soggetti con forte tratto di personalità narcisistica che non cedono all’idea di essere depressi ma non fanno neanche nulla per risolvere il problema. Il messaggio è chiaro: devi occuparti di te, di quel che viene dal profondo, in modo più maturo e lineare.

Come avviene la trasformazione?

Con una serie di incontri singoli , in una terapia verbale (dove il lavoro  include una parte di lavoro corporeo).
Ogni incontro dà un riscontro pisco-somatico immediato, attraverso una modificazione del nostro atteggiamento mentale . Proprio come si fa in un giardino: estirpare le erbacce per far evolvere le piante che daranno fiori e poi frutti. Oppure, per dirla con un esempio dal mondo letterario, è come far uscire il mostro dalla tana o uccidere il drago per far nascere un nuovo paesaggio ricco di creature come nei boschi che suggeriscono nuove idee e soluzioni ad ognun di noi. Poiché si impara ad ascoltare il proprio mondo interiore, meravigliosa guida di noi stessi.

Il percorso di guarigione

Trasformare le proprie convinzioni rispetto alla malattia è possibile. Il corpo è come un libro in cui si inscrivono tutti i nostri pensieri, le nostre convinzioni e le nostre azioni. Tutto dipende da cosa noi scriviamo in questo libro.
Come già accennato, attraverso un lavoro interiore con l’aiuto dei sogni delle immagini  si possono scrivere nuove tracce nel corpo (fisico e emotivo) che piano piano vanno ad elaborare – per poi eliminare – quelle precedenti, spesso negative per il nostro essere.
Lo sguardo dentro di sé  significa, nel maggior numero dei casi, rielaborare il dolore e la paura che stanno alla base del malessere percepito per integrarlo in modo consapevole nella propria biografia di vita, prendendone le distanze emotive. Lo stesso discorso vale per i disagi di tipo esistenziale.
Intraprendere il cammino della guarigione vuol dire sviluppare la consapevolezza che questo dolore, questa paura, sono affrontabili, non permettendo più che essi proiettino quelle ombre gigantesche sulla nostra vita: potranno entrare i raggi del sole e fare una luminosa chiarezza.
E’ importante sentire ogni minima esperienza positiva, affinché si possa verificare un cambio di direzione che automatizzi il pensiero sano, quello che conduce verso l’uscita dal tunnel, alla guarigione.
Non a caso la nostra testa è una sfera: affinché il pensiero possa cambiare direzione!