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Come affrontare una consulenza tecnica nelle separazioni

Consulenze tecniche nelle separazioni

L’IMPORTANZA DEL COLLOQUIO

Per quanto concerne la parte individuale con ciascun genitore viene utilizzato come strumento di indagine l’ascolto diretto delle persone coinvolte.

  • Il colloquio è lo strumento principe di qualsiasi consultazione e indagine (A.Semi, Tecnica del colloquio, 1993) .
  • Il colloquio dunque può essere definito “un particolare tipo di strumento caratterizzato da uno scambio verbale in una situazione dinamica di interazioni che permetta lo svilupparsi di un processo di conoscenza”.
  • Per facilitare la comunicazione e il processo di conoscenza il conduttore oltre a usare tecniche non direttive, deve esimersi da qualsiasi forma di giudizio al fine di non dare nulla per scontato
  •  Lo strumento del colloquio  permette l’ascolto diretto degli attori coinvolti e il conseguente processo di conoscenza degli elementi, che sono stati raccolti nelle diverse attività esplicate, riportati al fine di poter rispondere al quesito demandato dal giudice e in particolare alla conoscenza dei minori, alla cornice di dinamiche familiari nelle quali sono coinvolti e la rappresentazione mentale e reale che ogni genitore ha dei propri figli.
  • Attraverso il colloquio si cerca di arrivare alla raccolta di elementi che possano fornire aspetti valutativi delle dinamiche relazionali; il paradigma sistemico relazionale sostiene infatti, in base a molte ricerche effettuate in tal senso, l’importanza di comprendere ciò che avviene nelle famiglie separate, ovvero la co-costruzione di dinamiche triangolari.
  • Nei colloqui individuali con gli adulti si possono osservate la capacità o meno di dialogare, l’entità e la modalità attraverso la quale si esprime il conflitto, capacità di negoziali e soprattutto la volontà di ascoltare le ragioni dell’altro. Si ha la possibilità di osservare la reciproca disponibilità all’ascolto e la reciproca valutazione della idoneità genitoriale. Identificando  le modalità educative criticate o apprezzate dell’altro. La disponibilità all’ascolto ci informa anche sulle capacità dei genitori di ascoltare i figli.
  • I colloqui individuali nelle situazioni più conflittuali può essere utilizzato per “evacuare” i contenuti più aspri, le reciproche denigrazioni e accuse prima di cercare di stimolare le parti in causa a riflettere sui problemi irrisolti con le figure genitoriali, che sono stati “trasferiti” sul rapporto coniugale.

L’Utilizzo come “linee guida” di indagine il nuovo strumento di valutazione della competenze genitoriali messo a punto di Camerini, De Leo et al. (2008) non solo  per una pura valutazione della capacità genitoriali,  ma anche per esplorare la relazione genitori figli, all’interno di una cornice teorica ben definita. Tale teoria esplora le capacità relative a tre diverse aree di funzionamento:

a) supporto sociale e capacità organizzativa: capacità di promuovere, accompagnare e sostenere i processi di sviluppo e di socializzazione e di adattamento all’ambiente esterno (coping);

b) protezione: capacità di proteggere e di tutelare il bambino nell’ambiente familiare, scolastico e sociale;

c) calore ed empatia (care): capacità di riconoscere i bisogni emotivi/affettivi del figlio e di fornire i supporti necessari

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